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Intervista a José Maria Gómez Aracil

José maria gómez aracilComune di Malaga (Spagna)

Malaga si è candidata a diventare Capitale europea della Cultura nel 2016. Come si colloca il progetto del Museo Thyssen all’interno di questo ambizioso progetto per la città che diede i natali a Picasso?

Málaga ha scelto di diventare un polo di riferimento culturale a livello nazionale e internazionale a prescindere dalla sua partecipazione alla candidatura a Capitale Culturale Europea 2016. Senza ombra di dubbio, il Museo Thyssen rappresenta un elemento importante che si aggiunge al programma di tale candidatura però non è stato sicuramente l’unico obiettivo quando si è deciso di dotare la città di Malaga del menzionato apparato museale.

 

Quali motivi hanno portato alla selezione del Palazzo Villalòn come sede museale?

Diversi motivi hanno influenzato nella scelte di Palazzo Villalòn come sede del Museo Carmen Thyssen, tra cui soprattutto si è tenuto conto della sua posizione centrale in città e della sua vicinanza ai musei esistenti, Museo Casa natale di Pablo Picasso, Museo di Arti Popolari, Museo del Toro, antica casa di Pedro de Mena, Museo di Belle Arti e Archeologico (in costruzione) così come ai monumenti più rappresentativi della città (Teatro Romano, Alcazaba, Cattedrale). Un altro elemento che si è tenuto in considerazione è stata la potenzialità che nasce riscattando una casa-palazzo del XVI secolo per riportarla all’antico splendore.

 

Quale procedimento avete seguito per il recupero storiografico del manufatto, soprattutto per quello che concerne le finiture superficiali e le tinte originarie nel basamento e nelle pareti esterne del Palazzo?

Si è seguito uno studio storico considerando diversi esempi nelle bibliografie. Il palazzo si adatta al prototipo morfologico del modello tipico della casa-palazzo del XVI secolo, strutturato attorno ad una corte centrale porticata con un’altezza di due piani e uno schema di distribuzione simile in entrambi i piani. Le coperture presentano cassettoni strutturali, non decorativi e di una bellezza veramente spettacolare. Anche se dallo studio parietale non si è rinvenuto il colore originale del completamento dei paramenti, si è dedotta la texture delle sue finiture.

 

Nei nuovi volumi avete scelto l’applicazione di un marmorino. Quali motivi vi hanno spinto verso questo rivestimento decorativo e come avete deciso la tinta finale?

La preferenza per la finitura marmorino risponde, secondo noi, alla scelta più degna e congrua offerta dal mercato e soddisfa pienamente gli obiettivi proposti dalla Direzione della Facoltà.

 

A lavori ultimati, come ritiene si possa valutare la resa cromatica dei paramenti? Quali riscontri avete avuto in occasione dell’inaugurazione?

La valutazione è stata molto positiva ottenendo un’accoglienza splendida non solo nell’ambito cittadino ma anche a livello professionale cosicchè abbiamo favorito le referenze dei prodotti applicati e così come della loro esecuzione.

 

Intervista realizzata da Elisa Montalti nel mese di luglio 2011.

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