Restauro del campanile di Santa Zita
Il difficile rilevamento cromatico nel patrimonio del passato
Progettisti per il restauro: Arch. Andrea Sanzin, Ing. Franco Gavinelli, Arch. Fulvio Oberto (www.sta.to.it)
Città: Torino
Stato: Italia
Committente: Istituto Suore Minime del Suffragio
Anno fine realizzazione: 2010
Categoria di prodotto: Exterior
Finitura: Scialbatura a calce
Nome prodotti applicati: Pittura alla Calce Verona, Velatura alla Calce
Nel corso del 2010 il Campanile della Chiesa di Nostra Signora del Suffragio e di Santa Zita, complesso realizzato nel 1866 per iniziativa di Francesco Faà di Bruno, è stato oggetto di un attento restauro che ha consentito il recupero di un simbolo architettonico per Torino con i suoi 83 metri.
I colori principali delle facciate sono l’ocra gialla e l’ocra rossa; il giallo è più scuro in corrispondenza delle paraste angolari e più chiaro sui tamponamenti, a sottolineare l’aspetto strutturale. Il rosso si trova sulle fasce marcapiano e sulle cornici delle aperture ad arco. Tramite un’indagine stratigrafica meccanica si è giunti in alcuni punti a ritrovare lo strato di colore più antico e si è proceduto ad identificarlo mediante rilevamento cromatico informatico e, in altri casi, mediante rilevamento cromatico diretto, facendo riferimento al sistema di notazione NCS.
Più difficile è stata la contestualizzazione storica di queste tonalità rilevate, poiché nei documenti i nomi di colori anche simili cambiano nel tempo e a seconda delle località. Già ai tempi dell’ultimazione della chiesa, i suoi colori vivaci destarono scalpore, probabilmente perché Torino non era veramente “tutta gialla e rossa” come disse Nietzsche quando la visitò nel 1888, anche se i gialli e i rossi erano particolarmente attuali in Torino in quel periodo- si pensi alle case del Bollati in Piazza Statuto (1863) e alle case dell’Antonelli in corso San Maurizio (casa Antonelli 1846 e casa Scaccabarozzi 1884).
Rivelano i progettisti dell'opera di restauro: "Se è pur vero che un giallo che presenta la stessa notazione NCS del giallo scuro del campanile è stato rilevato, nel piano del colore di Asti, su edifici anche più antichi, il rosso sembra rivestire qualche carattere di originalità. La scelta cromatica del campanile sembra comunque ascrivibile alla sensibilità dell’epoca e al fatto generale e ampiamente riconosciuto che a partire dagli anni ’30 dell’800, dopo la scoperta della presenza dei colori accesi nei monumenti dell’antichità, in molti casi, la sensibilità coloristica si volse verso questi ultimi, in opposizione alla prevalenza dei colori più tenui del periodo neoclassico".
Il restauro ha quindi proceduto con le tinte cromatiche selezionate per la struttura e per i tamponamenti mediante un ciclo di tinteggiatura a calce, previo trattamento del fondo per migliorare l’adesione delle tinte e prevenire le muffe.
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