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Oikos: il colore diventa materia d'arte alla Biennale di Venezia

15/05/2017

Oikos è protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte di Venezia, dal 13 al 26 novembre 2017, nell'opera dell’artista Giorgio Andreotta Calò, Senza Titolo (La fine del mondo), per il Padiglione Italia.

La sensibilità per l’arte, l’uomo e la natura che caratterizzano Oikos sono stati gli elementi chiave dell'incontro con l'artista veneziano. Fondamentale è stata la scelta di un colore che potesse diventare “il suo colore”, materia plasmabile che potesse rappresentare la sua arte e la sua installazione che esalta l’architettura del padiglione Italia, dividendo il monumentale spazio dell’ambiente in due livelli, due mondi separati, complementari e opposti.

In un contesto di prestigio come quello della Biennale di Venezia il colore di Oikos si riconferma protagonista, capace di trasformarsi in materia per l’arte: solo per citare l’ultimo anno, l’azienda si è occupata della ristrutturazione delle sale della Pinacoteca di Brera; ha fornito i materiali per la personale dell’artista armeno Mikayel Ohanjanyan, vincitore alla Biennale di Venezia 2015; le sue finiture sono state scelte da Roberto Semprini in “Masterpieces From Art to Design”, e l’Istituto di Cultura Italiana di Parigi ha utilizzato le sue ecosoluzioni cromomateriche per trattare le superfici dell’installazione “Il Viale dei Canti”.

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